Medico Veterinario  - Omeopata - Firenze

Cosa dice l'Omeopatia degli omeopati:
cronaca trentennale

Io, Omeopatia, Ente cognitivo di astrazione scientifica e di indagine medica così sostengo:
gli omeopati inquinano l’Omeopatia se non la studiano e non la applicano fedelmente quotidianamente secondo i suoi principi e altresì se si affidano alla routine medico meccanicistica.
In quegli omeopati che si sono formati in maniera rigorosa, completa, analitica e guidati da un continuo e coerente fermento medico almeno in un ventennio di esercizio della professione prescrivendo quotidianamente per numerosi casi clinici si sviluppa “l’occhio clinico omeopatico” che permette loro di non ricorrere ad artifici tecnici devianti e di comodo, quali “i suggerimenti   professionali“ derivati da frequentazioni di corsi, seminari, dicerie confidenziali e commerciali ed una congerie di altri atteggiamenti di natura vaga, confusa, ignorante, casuale, opportunista e quant’altro.
Omeopati “si nasce” per doti naturali e per crescita in ambienti medici “propriamente omeopatici” o lo “si diventa” con grande fatica complessiva e dedizione quotidiana ed esclusiva alla clinica e alla farmacologia omeopatica.
È necessaria l’applicazione costante della medicina omeopatica a tutti i casi clinici e di tutte le patologie senza ricorrere ad arrangiamenti o strane ed inopportune mescolanze medico procedurali e clinico farmacologiche con l’allopatia o altre alternative.
L’Omeopatia non ha bisogno di rappresentanti che narrino di essa bensì di essere ben rappresentata con successo. Essa fa a meno dei “figuranti” di circostanza, dei “sedicenti” che la portano a spasso o a l’occhiello e di quant’altri che invece di praticarla correttamente ed efficacemente la espongono continuamente a inutili e inconsistenti critiche della parte avversa.
Piace poco questa attuale “attenzione interessata e condizionata” sospinta dalla moda del naturale e di altri modi affettuosi e di circostanza: infatti è ben noto che anche i supposti fautori, gli ignoranti, i grandi avversari, gli sprovveduti detrattori in generale di ogni tipo,età ed epoca spesso e facilmente in maniera disinvolta sono capaci di subodorare la direzione del vento che soffia e salire o scendere dal carro secondo le differenti opportunità.
I principianti, i “masterizzati”, gli organizzatori e frequentatori di corsi “vuoti”,il full immersion, i “seminaristi tesserati”, i sedicenti omeopati dell’ultima ora maturati come funghi dopo la pioggia rispettino profondamente questa metodica clinico-terapeutica ricorrendo alla adeguata preparazione e conoscenza degli omeopati esperti da lunga data seguendone con scrupolo le tracce altrimenti è preferibile astenersi.
Non basta l’ ”Università omeopatica” per fare un buon medico omeopata.
In realtà solo una parte limitata della preparazione medica omeopatica è acquisibile con lo studio cartaceo o dottrinario per la sua stessa natura individuale; la più parte di essa è legata alla metabolizzazione e assorbimento del “sistema omeopatico” all’interno del medico in formazione, ovverosia si attiva un processo-progresso interiore che permette al medico di vedere con lucidità la realtà clinica sintomatologica e la sua decodificazione farmacologica simillima, guidato da clinici esperti.
Non è sufficiente solo l’esibizione di un curriculum cartaceo più o meno reale bensì una presenza in campo della continua operatività clinica e medica in tutti i casi di malattia.
Non trattasi di medicina alternativa, integrata ecc. bensì essa è una medicina di Base costituita in maniera precisa e rigorosa di difficilissima pratica clinica a cui i personalismi, le originalità, le interpretazioni,gli escamotages ecc. nuocciono e la denaturano. Essa è “alternativa” per chi la conosce poco e superficialmente cosicchè diventa di scarso impiego e di limitato effetto curativo.
Essa è libera da ogni preconcetto, ideologia o teoria e si occupa di curare i fenomena secondo procedura secolare nell’esclusivo interesse di tutti i malati.
Mal si addice ad essere impugnata per il potere personale o per l’arrampicatura sociale in quanto di natura estremamente instabile, fluida, cangiante e di volta in volta da individuare e precisare; non si adatta a programmi soprattutto se inconsistenti o inefficaci che nessuna risultanza clinica possono mostrare concretamente e nel durare del tempo.
Le sette scolastiche, impolverate da inattività professionale e da rigidità intellettuali, teorizzanti ed aspiranti ad altri fini non sono utili alla concreta diffusione dell’Omeopatia.
I simpatizzanti dell’Omeopatia approfondiscano la sua conoscenza e ne amplino la sua applicazione; gli scettici la mettano alla prova di un medico omeopata di consolidata esperienza.
Manifesto stupore per le continue difficoltà che i poteri sociali esplicitano quotidianamente nell’ostacolarla e destinarle una funzione secondaria e marginale per non compromettere equilibri economico sociali impedendole di potersi eclarare liberamente al dibattito pubblico.
Non capisco queste ”paure e prudenze epidermiche”, questa voluta ignoranza se tale terapia è solo acqua fresca o effetto placebo! Trattasi di presuntuosa, ad arte costruita, ingiustificata insufficienza e ignoranza intellettuale e sociale, sostenuta da malevola  e tendenziosa intenzione oltre che da protezione mirata e disonesta di “interessi falsamente oscuri” di parte o dominanti.
Il fondatore dell’Omeopatia sosteneva che ad Essa nuoceranno più i suoi “amici” che i suoi nemici. 
Questa rapida e polimorfa disamina concettuale e di squarcio della realtà vissuta vuole essere un deterrente per quei medici che credono di poter apprendere facilmente e usare l’omeopatia senza quell’immenso e totale sacrificio intellettuale  complessivo e quell’immersione in uno stile di vita  del tutto sui generis del medico omeopatico e al tempo stesso vuol essere un incoraggiamento a tutti quelli che questo spiritus vitae accettano di buon grado.

IMITATEMI, MA IMITATEMI BENE diceva il fondatore dell’omeopatia con sentimento omeopatico

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Dr Daniele Raffa - Meidco Veterinario - Partita IVA n. 03388350484
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